Rete be Social

Negli ultimi mesi abbiamo molto lavorato alla costituzione di una rete sociale nella Tuscia viterbese. Questo lavoro di legame, che Il Funambolo e Futuro Anteriore portano avanti, troverà un suo battesimo naturale nella festa Be social che si svolgerà il 27 Giugno a Ronciglione.

Dopo anni di esperienza di lavoro sul territorio forse finalmente si iniziano a vedere i primi semi di una fioritura comune, ormai al di là delle vecchie logiche per cui un’associazione basta a se stessa. Tutti insieme faremo la differenza.

Pubblichiamo qui sul blog la carta fondata di Be Social per darvi un’idea di ciò che sta nascendo.

CARTA FONDATIVA

Il Be Social è una rete di organizzazioni ONLUS del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione di tipo A e B che operano nell’ambito del disagio sociale offrendo servizi e interventi rivolti a minori, anziani, diversamente abili, persone con problemi psichiatrici, malati di AIDS, ecc…….

La rete è nata grazie alla volontà e all’impegno di alcune organizzazioni che operano nel territorio della Tuscia, con l’obiettivo di rigenerare le politiche sociali per restituire dignità alla mission sociale, sia essa volontaristica che di lavoro, superando la frammentarietà e la settorialità degli interventi; promuovere politiche sociali efficaci, radicate nei territori, vicine alle persone, che sappiano valorizzare le professionalità, che superino meccanismi concorrenziali e  competitivi (perché il terzo settore non può e non deve essere assimilato alle aziende come negli ultimi tempi si vorrebbe fare). Noi ci poniamo come agenti precursori del cambiamento per questo vogliamo che le politiche sociali siano sganciate  dai ricatti dell’economia.

Il nostro sarà un impegno volto a sostenere quelle politiche che prevedranno nei bilanci risorse economiche adeguate a garantire i servizi essenziali ai cittadini in stato di bisogno.

Uno degli obiettivi principali, pur mantenendo la propria i identità e il proprio ambito d’intervento, è quello di costruire concrete politiche di solidarietà nei rispettivi territori attraverso una progettazione comune e servizi di rete.

Attraverso la rete che abbiamo costituito intendiamo difendere e sostenere le realtà positive che hanno contribuito, con i loro interventi, a migliorare la vita sociale nei propri territori. Vogliamo difendere le buone pratiche, le metodologie d’intervento, la passione degli operatori e dei volontari che sono la carta d’identità delle nostre organizzazioni.

Le organizzazioni che costituiscono la rete Be Social, grazie all’esperienza maturata in tanti anni di attività, possono proporre modelli  e metodologie d’intervento innovative in grado di rigenerare e riqualificare il tessuto sociale e ambientale ridando vitalità ai “non luoghi urbani”.

Noi siamo disponibili ad elaborare, insieme alle istituzioni e agli enti locali, un nuovo patto sociale territoriale (un piano regolatore sociale della Tuscia), che preveda nuovi modelli di gestione del “bene pubblico” dalla partecipazione diretta dei cittadini e delle aggregazioni informali, al decentramento delle risorse, all’integrazione degli interventi che permettano di  ottenere la massima efficienza ed efficacia a minori costi.

IN SINTESI NOI LAVOREREMO PER:

un welfare territoriale basato sulla partecipazione e  co-progettazione tra tutti gli attori del sociale;

Interventi e servizi a carattere inclusivo che sappiano generare un welfare che non risponda più a criteri emergenziali, con nuove modalità di affidamento che superino le gare di appalto ridefinendo un sistema di accreditamento delle strutture che operano nei vari ambiti del disagio;

un piano di risorse economiche che risponda ai reali bisogni dei cittadini e restituisca dignità ai lavoratori operatori

il riconoscimento di forme diverse di gestione del “bene pubblico”

sostenere e promozione l’auto imprenditorialità  e lo  sviluppo locale;

promuovere un sistema di servizi territoriali di accoglienza a bassa soglia e riduzione del danno (mense sociali, sportelli di ascolto, raccolta e riciclaggio di indumenti, ecc…..)

favorire la nascita, presso i comuni e i territori dove svolgiamo le nostre attività, di un piano per lo sviluppo dell’agricoltura sociale;

la ricerca di fondi attraverso la progettazione europea e il fund raising

l’affermazione di nuovi modelli di welfare centrati sulla persona, l’ambiente e la cultura.

Stefano Ciucci

Lillo Di Mauro

Tommaso Romani

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